Creatività vs AI: alla ricerca dell’equilibrio perfetto
È strabiliante vedere come l'AI riesca a generare ispirazioni e azioni mirate per ottimizzare un profilo. Eppure, faccio fatica ad abbandonare la mia creatività in favore di un'ottimizzazione guidata dalla tecnologia.
Ho chiesto a ChatGPT di propormi una strategia per il mio profilo Instagram. Volevo un piano concreto: “sono una libera professionista nel settore comunicazione e marketing, offro servizi a 360°, dalla pianificazione strategica all’implementazione, e mi occupo anche di divulgazione scientifica. Vorrei raggiungere più follower, ma con una strategia semplice, pulita e vicina alla mia vita quotidiana”. Il risultato? Wow.
Occupandomi appunto di comunicazione e marketing da ormai diversi anni, credo di avere gli strumenti e le competenze per giudicare il risultato, e ciò che mi ha proposto è effettivamente efficace. Le indicazioni fornitemi dall’AI incontrano perfettamente le logiche della piattaforma Instagram, e probabilmente mi permetterebbero di avere un profilo molto più convincente di quello attuale (limite di cui sono pienamente consapevole).
Tuttavia, ho un blocco ad abbandonare la mia creatività. Certo, la “sfrutto” anche io l’intelligenza artificiale nel mio lavoro quotidiano e senza alcun dubbio sono convinta che sia uno strumento ottimo per diverse attività, tra cui velocizzare i processi, corregge i refusi, tradure e aiuta a smorzare i toni ove necessario. Di questo, per esempio, ne abbiamo parlato proprio ieri durante i tavoli di lavoro di Creability, un progetto davvero interessante di cui vi lascio alcune info a fine articolo (vale la pena darci un’occhiata).
Ma, mi chiedo: dove rimane la componente umana? Dov’è la fragilità del creativo? Dove finisce il valore di quel “vuoto” di idee che, a volte, nasconde una ragione profonda? Forse, in certi momenti, va bene così.
Sono convinta che la tecnologia sia fondamentale al giorno d’oggi, e che sia uno strumento molto potente che deve essere sfruttato al massimo del suo potenziale. Un aspetto questo, emerso anche durante il corso di formazione per insegnanti yoga che sto frequentando presso Il Laboratorio di Varese, in un workshop dedicato alla medicina ayurvedica. La tecnologia va usata con consapevolezza, per servire a esprimere la nostra personalità, non a spegnere la mente in un uniformità senza identità.
La vera competenza oggi sta proprio qui: capitalizzare le tecnologie e plasmarle per potenziare il nostro potenziale. Dobbiamo utilizzarle per supportarci e per rendere ancora più visibile la nostra singola, unica peculiarità.
Quindi sì, raccoglierò i suggerimenti di ChatGPT per migliorare il mio profilo e metterò in atto alcune azioni suggerite, ma ci tengo a restare me stessa. E voglio che chiunque scelga di affidarsi a me sappia che sono i dettagli a fare la differenza e che l’espressione personale è ciò che deve emergere sopra ogni cosa.
In un mondo che corre verso l’automazione, voglio dare forma strategie di comunicazioni solide dove la tecnologia potenzia, ma è l’autenticità a guidare.
Se stai cercando qualcuno che ti aiuti a generare impatto con il tuo progetto, ma con una guida umana e consapevole, contattami: info@saradorato.it – 3334703610.
“CreAbility: creatività per la capacitazione” è un progetto ideato da ModaCult – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e finanziato da bando PNRR. Creability vuole dimostrare come moda, artigianato e design siano potenti motori di cambiamento sociale. Lavorando sull’intera filiera, questi settori sono infatti in grado di promuovere un’identità inclusiva, plurale e libera da stereotipi. Il progetto offre una piattaforma completamente gratuita dedicata ai professionisti delle Industrie Culturali e Creative (ICC). Uno spazio aperto dove partecipare a tavoli tecnici, workshop, formazione, mentoring e coaching.

